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3. Il lavoro di cura

Al fine di avviare un servizio di assistenza rispondente ai bisogni di cura e di benessere del proprio genitore anziano la famiglia è chiamata a definire con la Badante il “piano delle attività”, ovvero l’insieme dei compiti e delle attenzioni che dovranno essere espletati nell'arco della giornata o di un periodo.

 

Il “piano delle attività” diventa per la Badante una sorta di “bussola” che la guiderà nell’organizzazione e nello svolgimento delle proprie funzioni assistenziali, di compagnia e di sorveglianza della persona assistita.

Per questa ragione è importante che il “piano delle attività”:

  • sia redatto dalla famiglia in condivisione con la lavoratrice e, quando possibile, con il proprio congiunto;
  • tenga conto della personalità, degli interessi e dello stile di vita dell’anziano assistito;
  • sia verificato periodicamente e sia disponibile a recepire eventuali utili suggerimenti proposti dalla lavoratrice.

 

Nel concordare il “piano delle attività” è importante infine che la famiglia precisi alla Badante quali compiti di cura considera prioritari e improcrastinabili per il benessere psico-fisico del proprio genitore, lasciando alla lavoratrice e al proprio genitore la necessaria autonomia nel definire gli altri aspetti della vita in comune. In questo modo forse si rinuncerà a qualcosa, ma sarà premiata la buona relazione tra la Badante e l'anziano, per la tranquillità di tutti!

 

I principali compiti di cura che attengono alla Badante possono essere così raggruppati:

1. la cura e l’igiene della persona, rientrano in questo ambito anche:

  • la gestione dell’alzata mattutina e della messa a letto serale; 
  • la lavatura e la stiratura, il rammendo e il riordino di biancheria ed abiti;
  • la vestizione in base alle stagioni, alla temperatura dell’ambiente domestico, allo stato di salute dell’assistito, …

2. la pulizia e il riordino dell’abitazione dell’assistito, rientrano in questo ambito anche:

  • l’organizzazione e la disposizione degli arredi per rendere gli spazi più accessibili e funzionali all’anziano;
  • la segnalazione ai figli di nuove precauzioni per la sicurezza domestica;

3. la preparazione e la somministrazione dei pasti, rientrano in questo ambito anche:

  • la tenuta della cucina, del frigorifero e della dispensa alimentare;
  • la spesa di generi alimentari, con attenzione all’acquisto di prodotti locali e di stagione, oltre alla conservazione degli scontrini;
  • l’aggiornamento dei figli sul comportamento alimentare del genitore;
  • il rispetto delle abitudini culinarie della persona, degli eventuali regimi dietetici e dei tempi di somministrazione, anche in funzione del suo stato di salute;

4. la relazione e la socialità che contemplano l’insieme delle attività volte a promuovere e mantenere un clima sereno capace di garantire all’anziano, in relazione al proprio stato di salute, una condizione emotiva e psicofisica ottimale. Rientrano in questo complesso: il mantenimento delle relazioni parentali, amicali e di vicinato; il movimento e la passeggiata all’aria aperta; la conservazione degli interessi personali; lo svolgimento di piccoli compiti che ne allenano l’autonomia e stimolano le capacità residue;  la frequentazione dei luoghi di vita e di aggregazione; la vicinanza, l'ascolto e il conforto nei momenti della malattia e della malinconia che accompagnano lo scorrere degli anni;

5. la gestione di piccole commissioni, dallo svolgimento di pratiche amministrative, al pagamento di bollette; dall’accompagnamento a visite mediche all’acquisto di medicinali, generi alimentari ed altre necessità;

6. l’aggiornamento costante dei figli in riferimento alla partecipazione del loro congiunto alle attività quotidiane fino ad eventuali comportamenti che possano far sospettare modifiche del suo stato di salute. Sono inclusi in questo compito anche i rimandi ricevuti dai servizi territoriali, dalle assistenti sociali, dal medico di base e da altre figure sanitarie, quali ad esempio l’infermiere, il fisioterapista, ...

7. la vigilanza tecnica intendendosi con questa espressione quell'insieme di prestazioni rivolte a sostenere bisogni specifici di cura, ovvero:

  • la movimentazione e la deambulazione, anche attraverso l'impiego di idonei ausili;
  • la somministrazione di cibo nel caso in cui la persona assistita sia allettata, non-autosufficiente o malata;
  • lo stimolo mirato delle capacità funzionali residue;
  • la somministrazione dei farmaci e/o il controllo della loro corretta assunzione da parte della persona assistita, secondo le istruzioni fornite dal medico di base, dall'infermiere e dai familiari;
  • la sorveglianza in presenza di patologie di demenza o di comportamenti aggressivi.